Progetto "SPAZIO"
Lo Spazio nell'Infinito della Tela
La mia ricerca attuale scava profondamente nella connessione tra essere umano e cosmo, muovendosi verso un nuovo metodo di lettura dell’atto pittorico. Il concetto fondamentale di questo lavoro risiede nella ricerca dello spazio non sulla tela, ma dentro la tela. La superficie pittorica cessa di essere un limite bidimensionale e si trasforma in un volume tridimensionale che possiamo immaginare infinito. All'interno di questa profondità, l'osservatore può vedere transitare oggetti in primo piano che fluttuano davanti a enormi masse di colori in continuo movimento.
La mia ricerca attuale scava profondamente nella connessione tra essere umano e cosmo, muovendosi verso un nuovo metodo di lettura dell’atto pittorico. Il concetto fondamentale di questo lavoro risiede nella ricerca dello spazio non sulla tela, ma dentro la tela. La superficie pittorica cessa di essere un limite bidimensionale e si trasforma in un volume tridimensionale che possiamo immaginare infinito. All'interno di questa profondità, l'osservatore può vedere transitare oggetti in primo piano che fluttuano davanti a enormi masse di colori in continuo movimento.
Tracce Sensoriali e il Gesto Primitivo
Questi oggetti che popolano lo spazio profondo dell'opera sono vere e proprie tracce sensoriali. Testimoniano visivamente l'energia e l'atto fisico di lanciare il colore direttamente dentro la tela, imprimendo la materia nel vuoto. L’associazione con l’universo non è un tentativo di rappresentazione o illustrazione scientifica del cosmo, ma una pura metafora della percezione a cui l’osservatore è chiamato.
Questi oggetti che popolano lo spazio profondo dell'opera sono vere e proprie tracce sensoriali. Testimoniano visivamente l'energia e l'atto fisico di lanciare il colore direttamente dentro la tela, imprimendo la materia nel vuoto. L’associazione con l’universo non è un tentativo di rappresentazione o illustrazione scientifica del cosmo, ma una pura metafora della percezione a cui l’osservatore è chiamato.
La Memoria Scenografica e il Viaggio Percettivo
Questo approccio volumetrico della pittura materica affonda le sue radici profonde nel mio percorso come scenografo all'Accademia di Belle Arti di Roma. Le grandi tele portano con sé la memoria dei laboratori teatrali, dove lo spazio è un elemento vivo da abitare ed esplorare. I fondi scuri e le stratificazioni cromatiche invitano chi guarda a compiere un viaggio non fisico, ma mentale ed emotivo: un invito a fermarsi, a superare la superficie e a percepire, in silenzio, l'infinito che si muove dentro l'opera e dentro sé stessi.
Questo approccio volumetrico della pittura materica affonda le sue radici profonde nel mio percorso come scenografo all'Accademia di Belle Arti di Roma. Le grandi tele portano con sé la memoria dei laboratori teatrali, dove lo spazio è un elemento vivo da abitare ed esplorare. I fondi scuri e le stratificazioni cromatiche invitano chi guarda a compiere un viaggio non fisico, ma mentale ed emotivo: un invito a fermarsi, a superare la superficie e a percepire, in silenzio, l'infinito che si muove dentro l'opera e dentro sé stessi.